Parliamo di edilizia, sicurezza ed innovazione.

Si prefigura come un evento da non perdere, il primo ed unico forum italiano dedicato esclusivamente al settore delle pavimentazioni continue, che vede la sua nascita il 5 e 6 Maggio a Rimini presso lo spazio EcoArea (via Rigardara 37/39, Cerasolo di Coriano).
Organizzato da CONPAVIPER (associazione italiana sottofondi, massetti, pavimenti e rivestimenti continui) il forum si presenta come una due giorni non-stop di conferenze e workshops tematici di grande interesse per gli addetti al settore, per progettisti e costruttori che siano sensibili ai temi di approfondimento nel settore delle pavimentazioni continue, industriali e non.
Per il programma completo ed informazioni dettagliate vi consigliamo di cliccare su: www.massettiepavimenti.it

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Il cono di Abrams è uno strumento molto semplice grazie al quale, secondo la normativa UNI EN 12350-2 è possibile misurare la consistenza di un calcestruzzo fresco, realizzato con inerti ≤ 40 mm.

L'occorrente:

  • cono di Abrams in acciaio, privo di ammaccature, saldature od inchiodature
  • Base di appoggio
  • Pestello in acciaio a punta arrotondata, avente diametro pari a 1,6 cm ed una lunghezza di 61 cm.
  • Asta graduata.
  • Sessola.

La procedura:

Inumidire la superficie interna del tronco-cono in acciaio

Riempire il cono di Abrams in 3 strati differenti, ognuno corrispondente a circa 1/3 dell’altezza del cono. Ogni strato andrà compattato con 25 colpi di pestello, uniformemente distribuiti nella sezione.

Rimuovere il cono con un movimento verticale, evitando spostamenti o torsioni.

In un tempo compreso tra 5 e 10 secondi, misurare con l’asta graduata l’abbassamento del calcestruzzo.
Confrontando la misura di abbassamento, espressa in mm, con la tabella sotto, è possibile determinare la classe di fluidità

I risultati:

·         S1 - consistenza umida: abbassamento (slump) da 10 a 40 mm

·         S2 - consistenza plastica: abbassamento (slump) da 50 a 90 mm

·         S3 - consistenza semifluida: abbassamento (slump) da 100 a 150 mm

·         S4 - consistenza fluida: abbassamento (slump) da 160 a 210 mm

·         S5 - consistenza superfluida: abbassamento (slump) ≥ 220 mm.

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presenti!

 

Da sabato 25 a lunedì 27 Marzo saremo presenti con uno stand espositivo presso la fiera MECI (Mostra Edilizia Civile ed Industriale) che si svolgerà presso il polo LarioFiere di Erba (CO), viale Resegone.

Sia l'ingresso alla fiera che il parcheggio sono completamente gratuiti.

Sabato 25 Marzo dalle ore 9:00 alle ore 19:00

Domenica 26 Marzo dalle ore 9:00 alle ore 19:00

Lunedì 27 Marzo dalle ore 9:00 alle ore 18:00


Venite a trovarci? Siamo al Padiglione A, stand 48.
 

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Viene inaugurato oggi il primo laboratorio mobile italiano dedicato ai controlli di qualità su pavimentazioni industriali in calcestruzzo, sottofondi e rivestimenti in resina.
Il veicolo è dotato delle strumentazioni più accurate per:

  • Controlli qualitativi del calcestruzzo fresco direttamente presso il cantiere. Controlli sul mix-design, sul contenuto di acqua, aria e cemento nell’impasto. Controllo dello slump e delle caratteristiche fisiche del cls durante il getto.
  • Controlli distruttivi e non distruttivi su calcestruzzo indurito, verifica delle resistenze a compressione e della corretta applicazione (quantitativo e posizionamento) delle armature.
  • Carotaggi per prelievi di campionature su calcestruzzo indurito.
  • Controllo delle caratteristiche di contrazione ed espansione del calcestruzzo in fase di maturazione.
  • Attrezzatura per il prelievo di campionature di cls fresco.
  • Prove di carico dinamiche per la determinazione del grado di compattazione e portanza delle massicciate di sottofondo.
  • Controllo e monitoraggio elettronico della percentuale residua di umidità dei sottofondi in cls prima dell’applicazione di rivestimenti in resina (sistema unico in Europa che sostituisce le prove distruttive con carbonato di calcio).
  • Test di resistenza a trazione della superficie in calcestruzzo, specifico per pavimenti industriali.

Inoltre, su richiesta, possibilità di controllo computerizzato della planarità di pavimenti di logistiche e corsie AGV secondo normative DIN 18202 e 15185.

Un piccolo passo avanti, per un servizio di qualità sempre migliore.

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Domani bisogna assolutamente gettare, siamo in ritardo!”
Questo è quanto i pavimentisti si sentono spesso dire dalle imprese edili clienti, spinte più dalla foga di fatturare i sal mensili che da reali esigenze di cantiere.
Se queste richieste sono tuttavia comprensibili durante la maggior parte dell’anno, esse assumo un ruolo inappropriato quando le condizioni climatiche impongono rischi elevati nel getto di calcestruzzo.
Per condizioni climatiche sfavorevoli si è portati a pensare alla pioggia. In realtà, se è comprensibile a tutti che è impossibile realizzare un pavimento in calcestruzzo sotto la pioggia battente, i fattori ambientali quali caldo, freddo e vento vengono molto spesso sottovalutati pur essendo anch’essi fonte di gravi problematiche.

Il Caldo.

La “temperatura di soglia limite” che, secondo normativa, impone particolari attenzioni e precauzioni per l’esecuzione di getti in calcestruzzo è pari a +30°C. Se ad una temperatura elevata si aggiunge il vento e/o l’irraggiamento diretto del sole, diviene obbligatorio sospendere il getto e posticiparlo in giornate od orari più favorevoli. Il caldo accelera drasticamente la reazione di idratazione del cemento, la quale tuttavia avviene in modo disomogeneo. Tale disomogeneità può creare delaminazioni corticali dello strato di corazzante (spolvero di quarzo). Il caldo inoltre accelera la velocità di evaporazione dell’acqua, pertanto i fenomeni di fessurazione da ritiro igrometrico vengono amplificati.

Il freddo.

La temperatura di soglia limite che impone particolari attenzioni e precauzioni per l’esecuzione di getti in calcestruzzo è pari a +5 °C. Il freddo rallenta il processo di idratazione del cemento, pertanto sono necessarie molte ore di attesa prima di ultimare un pavimento industriale. Con tali temperature, il rischio di improvvise gelate notturne è da tenere in seria considerazione. Se l’acqua di impasto del calcestruzzo dovesse gelare, i danni che ne deriverebbero sarebbero gravissimi.

Il vento.

Il fattore climatico meno considerato in fase di getto è la velocità del vento, eppure esso è determinante per la buona o cattiva riuscita di una pavimentazione industriale in calcestruzzo.
I pavimenti difatti sono superfici di basso spessore ma con una ampissima esposizione superficiale. Il vento che rasenta la parte superficiale del pavimento contribuisce in modo determinante all’evaporazione dell’acqua d’impasto, provocando importanti perdite volumetriche nel calcestruzzo in fase plastica. Tali perdite di volume si tramutano generalmente in micro o macro-fessurazioni.
In presenza di vento il getto di calcestruzzo andrà adeguatamente protetto o, se non fattibile, andrà posticipato quando le condizioni climatiche miglioreranno.

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