Pavimenti industriali post-tesi (postesi) senza giunti

28/10/2011
Pavimenti industriali post-tesi (postesi) senza giunti

Qualcuno lo ha definito “semplicemente il futuro dei pavimenti industriali, adesso.”

Pavimenti industriali postesi, senza giunti, senza crepe, senza imbarcamenti, di massima planarità, progettati, controllati e garantiti.

I giunti di costruzione e contrazione sono da sempre il “tallone d’Achille” dei pavimenti industriali in calcestruzzo. Il normale transito di muletti e carrelli a ruote rigide provoca costantemente micro-urti in prossimità degli spigoli dei giunti, i quali cominciano rapidamente a sbrecciarsi e degradarsi. I trattamenti di ripristino con resine possono recuperare efficacemente questi degradi, ma non possono eliminarne il fenomeno. Il classico pavimento in calcestruzzo sarà quindi perennemente soggetto ad interventi di manutenzione, con relativo aggravio di costi e disagi lavorativi.
A questo si aggiungono altre problematiche, tipiche dei pavimenti industriali di vecchia concezione: polverosità, crepe, imbarcamento delle lastre, scarsa planarità, basse resistenze, cedimenti della massicciata, difficoltà nella pulizia, elevato potere assorbente.

Il pavimento in calcestruzzo post-teso rappresenta la soluzione a tutti i limiti caratteristici dei pavimenti di vecchia generazione, permettendo di rispettare standard qualitativi elevatissimi.
La post-tensione è oggi applicabile anche a pavimenti su soletta e/o con riscaldamento radiante.

perché Post-Tensione?

La Post-Tensione, una tecnologia applicata nelle più grandi opere ingegneristiche, viene ora importata con estremo successo nella realizzazione di pavimenti industriali in calcestruzzo.

I pavimenti industriali post-tesi prevedono l’eliminazione delle tradizionali armature metalliche (reti o fibre) e la sostituzione con una maglia di trefoli d’acciaio inguainati ed annegati nel calcestruzzo. La progressiva tesatura dei trefoli fornirà alla lastra di calcestruzzo uno stato di forza indotta opposta alle deformazioni che si sviluppano durante l’esercizio della struttura

• Il pavimento post-teso è progettato, realizzato e garantito in funzione delle specifiche destinazione d’uso ed in base ai singoli carichi puntiformi o distribuiti che su di esso andranno a gravare.
• La pavimentazione industriale Post-Tesa rappresenta la prima vera applicazione ingegneristica nel settore. Consente di eliminare i tipici limiti delle tecniche tradizionali.
• È la pavimentazione ideale per aree su cui gravano scaffalature con forti carichi puntiformi
• Nessun imbarcamento delle lastre.
• L’assenza di giunti limita drasticamente le future manutenzioni e conferisce il massimo comfort al traffico dei carrelli agv.
• Assenza di crepe.
• Elevata planarità grazie anche alla vibro-stesura automatizzata LaserScreed.
• La maturazione in “micro-clima controllato” del calcestruzzo, consente l’aumento delle performances tecniche.
• Il trattamento chimico e termomeccanico di finitura conferisce permanentemente protezione e lucentezza.

Il pavimento industriale in calcestruzzo post-teso è la scelta ideale per le moderne logistiche distributive, magazzini automatizzati e per qualsiasi committente che sia sensibile al miglioramento degli standard qualitativi.


Fasi di realizzazione

La realizzazione di un pavimenti industriali postesi, richiede:
1. Progettazione ed ingegnerizzazione.
2. Accurato controllo qualitativo della filiera di produzione, delle fasi applicative e delle materie prime utilizzate.
3. Controllo ed adeguamento delle caratteristiche meccaniche del sottofondo.
4. Attenta preparazione della massicciata con macchine a controllo laser.
5. Realizzazione della “maglia di trefoli” secondo dati progettuali.
6. opportuno mix-design del calcestruzzo.
7. Getto del massetto con LaserScreed.
8. Tesatura dei trefoli.
9. Applicazione del trattamento chimico di finitura e successiva lucidatura.

Conclusioni:
Effettivamente i pavimenti postesi rappresentano oggi il più alto traguardo in termini ingeneristici applicato al settore dei pavimenti industriali, permettendo di oltrepassare alcuni limiti cartteristici del calcestruzzo.
La postensione tuttavia non rappresenta la panacea per ogni male e la sua applicazione va valutata caso per caso, limitandosi ad alcune nicchie di intervento.
Difatti, per nostra statistica, in oltre il 90% dei casi in cui viene richiesta una pavimentazione postesa, si opterà successivamente per una pavimentazione armata con sistemi più tradizionali, in quanto la postensione, di fatto non indispensabile, avrebbe portato ad un superfluo innalzamento dei costi.

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